L’ON. FUCSIA NISSOLI FITZGERALD SI SENTE PARTE DELL’EBM

Angela Nissoli, coniugata Fitzgerald, comunemente conosciuta come Fucsia Nissoli, 57 anni, originaria di Treviglio, risiede negli Stati Uniti da oltre 30 anni, con suo marito e tre figli: prima in Connecticut (New England), ora a Houston (Texas). Da sempre impegnata in questioni sociali a diversi livelli, ha sempre cercato di trasmettere l’amore e l’orgoglio per il Bel Paese ai suoi figli e in tutte le sue attività. Anche quando è diventata un personaggio politico: infatti, è una parlamentare italiana.

Fucsia Nissoli con la comunità di Vancouver (Canada)

Nel 2013 è eletta per la prima volta (lista Mont) alla Camera dei Deputati inella Circoscrizione Estero C (Nord e Centro America). Alla Camera dei Deputati, nella XVII Legislatura, è membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari, Segretario della Commissione Permanente per gli Italiani nel Mondo e la Promozione del Sistema Paese e Presidente dell’Associazione parlamentare di amicizia italo-statunitense. Alle elezioni politiche del 2018 viene rieletta alla Camera dei deputati, sempre nella Circoscrizione Estero, ripartizione Nord e Centro America, come esponente di Forza Italia nella lista unitaria di centro-destra “Salvini-Berlusconi-Meloni”. Attualmente, è membro della Commissione per gli affari esteri e comunitari; e fa parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sul livello della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, incarico che le permette di lavorare per l’innovazione anche all’estero.

Conosce la realtà dell’Ente Bergamaschi nel Mondo?

Certamente! Le mie origini sono per metà bergamasche; quindi, posso dire che siete anche la mia associazione.

Tanti i problemi che stanno incontrando gli emigranti all’estero, soprattutto le associazioni di rappresentanza provinciale e regionale: burocrazia, chiusura dei Consolati, tassazione, IMU e TARI, … Cosa si può fare?

Purtroppo, siamo in una situazione di difficoltà generale che ha coinciso anche con un momento di riduzione della presenza dello Stato all’estero; più precisamente con una riduzione del numero dei Consolati operata con la spending review del 2012, quando non ero ancora deputata. Adesso, la pandemia richiede una presenza ancora maggiore dello Stato all’estero, per venire incontro alle esigenze dei connazionali e anche io mi sto adoperando con gli strumenti che ho a disposizione (risoluzioni, interrogazioni, emendamenti), affinchè il Ministero degli Esteri aumenti il personale nei Consolati.

Fucsia Nissoli al Consolato di Chicago

A tal proposito, voglio sottolineare che lo scorso dicembre 2021 è stata approvata all’unanimità, in Commissione esteri, una risoluzione a mia prima firma che chiede il rafforzamento della rete consolare. Inoltre, è stato approvato un mio emendamento al PNRR, che prevede l’assunzione di 100 unità di personale presso gli uffici consolari e le rappresentanze diplomatiche. Piccoli passi che possono aiutare a costruire un quadro nuovo di presenza dello Stato tra le nostre Comunità all’estero ed affermare una cultura istituzionale dell’Italia nel mondo che ancora stenta a decollare. Per quanto riguarda l’IMU ho presentato un Progetto di Legge, che spero venga discusso presto, che prevede l’estensione delle agevolazioni fiscali anche per tutti gli italiani all’estero, nel rispetto delle norme europee.

 Si percepisce una rottura nei rapporti fra Stato italiano, organismi di rappresentanza politica (vedi Comites) e comunità emigrate. Perché? Disaffezione alla politica o scarsa fiducia nello Stato italiano?

Devo dire che c’è una generale diminuzione della partecipazione al voto sia in Italia che all’estero, ma in merito alle elezioni dei Comites bisogna segnalare che la scarsa affluenza alle urne è stata determinata anche dalla scarsa informazione, oppure una informazione non mirata che si è dispersa in una realtà estera che non è omogenea. Sarebbe stato opportuno inviare una lettera a ogni famiglia, ricordando la necessità di iscriversi al registro elettori per poi ricevere il plico elettorale e quindi votare.

  Perché è così improduttiva l’attività del CGIE?

Una domanda complessa, ma che sostanzialmente credo possa trovare risposta nella mancanza di coordinamento tra le varie rappresentanze e nel vizio dell’autoreferenzialità.

Perché lo smantellamento della rete dei Consolati?

Nel 2012 c’è stato un taglio generale alla spesa pubblica, per cui di conseguenza sono stati tagliati anche i Consolati, oltre ad altri apparati dello Stato.

Perché mancanza di risorse alle associazioni di rappresentanza provinciale e regionale all’estero?

Credo che bisognerebbe aumentare queste risorse perché l’associazionismo svolge una funzione fondamentale, sussidiaria allo Stato; e, dove non arriva lo Stato, ci sono le associazioni che aiutano i connazionali all’estero. Quindi, la scarsità di risorse è dovuta al fatto che non si è capito pienamente il ruolo di queste associazioni.

Fucsia Nissoli con i membri del Comites di Detroit

Perché è diminuito l’insegnamento della lingua e della cultura italiana all’estero?

Non dieri che è diminuito, ma ci sono state delle trasformazioni per adeguare la legge 153 del 1971 ad una realtà cambiata; questo, però, richiede che anche gli Enti gestori si adeguino. Detto questo, sono convinta che bisogna aumentare le risorse per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero, in un quadro di interventi sinergici, come stabilito con la riforma della scuola italiana all’estero, grazie ad un mio emendamento.

Non si può rilanciare il Ministero degli Italiani nel Mondo?

Il problema non è il nome, ma quello che viene fatto e le risorse che si stanziano. Potrebbe essere una possibilità per dare più visibilità al mondo dell’emigrazione italiana, ma la sostanza non cambia. Dobbiamo ragionare in un’ottica di sistema, per cui gli italiani all’estero non sono un peso, ma un investimento per il funzionamento e il potenziamento del Sistema Italia nel mondo.

Quando ci potrà essere una “Giornata Nazionale degli Italiani nel Mondo”?

Fucsia Nissoli con il console d’Italia a Dallas Federico Ciattaglia

La legge è ferma in Commissione in attesa di trovare un giorno condiviso. Io ho proposto la giornata della scoperta dell’America, ma non tutti concordano; quindi, aspetto altre proposte che siano sufficientemente significative per gli italiani all’estero.

A quando una nuova politica di vera attenzione e considerazione agli italiani residenti all’estero?

Io ci sto provando ogni giorno, attraverso un lavoro costante di sensibilizzazione dei miei colleghi ai temi cari agli italiani all’estero. In effetti, molti di loro non conoscono questa bella realtà, ma se li portiamo tra le Comunità all’estero, come ho fatto prima della pandemia, capiscono il valore aggiunto che le politiche emigratorie potrebbero essere per lo sviluppo dell’Italia. Il processo è lento, ma sono convinta che ci si arriverà.

Ti. Pi.