SANTO LOCATELLI e LIVIO MAZZOLENI SONO LE “VOCI LOMBARDE NEL MONDO” 2025

 

MILANO – “Le “voci” lombarde all’estero sono i nostri ambasciatori. Oggi, vogliamo dire grazie a chi tiene vivo il legame con la propria terra. Grazie a chi racconta una Lombardia moderna, dinamica, aperta. Grazie a chi costruisce ponti tra la nostra regione e il resto del mondo.

Santo Locatelli al centro, Livio Mazzoleni terzo da dx

Come Consiglio regionale, e lo dico con convinzione, abbiamo il dovere di sostenere questo patrimonio umano e culturale che appartiene a tutti noi. La legge che abbiamo approvato va esattamente in questa direzione: riconoscere formalmente un ruolo che tanti lombardi svolgono già di fatto e creare occasioni di dialogo, ascolto, e collaborazione. Perché ogni lombardo nel mondo porta con sé una parte della nostra identità”.

Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio di Regione Lombardia, Federico Romani, ieri mattina, in occasione della consegna della 1^ edizione del riconoscimento “Voce lombarda nel mondo”, istituito nell’ambito della “Giornata dei lombardi nel mondo”, dalla Legge regionale n. 9 del 2024 (“Norme per il sostegno e la valorizzazione dei lombardi nel mondo e della relativa mobilità internazionale”).

“L’obiettivo del concorso – ha continuato Romani – è premiare persone lombarde, ma itineranti nel mondo, che hanno portato con sè un po’ di Lombardia. Attraverso il lavoro e le competenze hanno esportato lo stile e la cultura lombarda in giro per il paese: il loro ruolo è riconosciuto anche formalmente con la creazione di una vera e propria legge, la numero 9 del 2024, destinata al sostegno delle comunità lombarde”.

Fra i cinque lombardi che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento, ci sono ben due bergamaschi: Livio Mazzoleni, di Villa d’Adda, architetto e project manager alla National Gallery di Londra, dove ha contribuito a progetti di restauro e valorizzazione del patrimonio artistico; e Santo Locatelli di Zogno, alpino e fondatore nel 1967 dell’Ente Bergamaschi nel Mondo, impegnato nel mantenimento delle tradizioni e dei legami culturali tra la comunità bergamasca e il resto del mondo Con loro anche lo chef stellato Stefano Masanti, originario di Madesimo (SO); il maestro Uto Ughi, di Busto Arsizio (VA), violinista di fama mondiale; e la scienziata Cinzia Zuffada, di Broni (PV).

La premiazione si è svolta a Palazzo Pirelli, alla presenza del presidente del Consiglio Regionale Paolo Romani, il governatore Attilio Fontana e il sottosegretario alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo. Con loro, i consiglieri regionali bergamaschi e la Consulta Lombarda per l’Emigrazione, di cui fa parte Carlo Personeni, presidente dell’EBM.

“Il riconoscimento di oggi è il segno della nostra gratitudine verso chi, da ogni parte del mondo, costruisce ponti di amicizia e sviluppo con la nostra Regione – ha sottolineato il governatore Attilio Fontana – Un impegno che affonda le radici nella vocazione internazionale della Lombardia ed è frutto non solo dei risultati economici e sociali raggiunti, ma anche di un’identità fatta di concretezza, operosità e orgoglio delle proprie origini. Il premio nasce proprio per celebrare il ‘modello lombardo’, capace di esprimere eccellenza nei settori delle professioni, dello sport, della cultura e negli ambiti sociali ed economici. Celebriamo successi individuali e storie di vita che possono diventare fonte d’ispirazione ricordando come tra il 2011 e il 2024, 630.000 giovani tra i 18 e i 34 anni abbiano lasciato l’Italia, con una perdita stimata di capitale umano pari a circa 159 miliardi di euro. Con la legge a tutela dei Lombardi nel mondo vogliamo creare le condizioni affinché storie di successo come quelle premiate oggi, possano incentivare i giovani a tornare in Lombardia, loro terra d’origine, e ad investire qui per il proprio futuro”.

“Il percorso dei cinque premiati – ha aggiunto Romani – dimostra che la creatività lombarda non rimane mai chiusa nei confini della nostra regione: sa viaggiare, contaminare, aprire strade nuove, sempre con serietà, costanza e competenza. È un tratto che ci contraddistingue da sempre: i lombardi vanno avanti passo dopo passo, senza clamori ma con grande solidità. E lo vediamo nelle storie dei premiati: donne e uomini che ogni giorno, in campi diversi, fanno la differenza nelle loro comunità. Sono 690.000 i lombardi che vivono all’estero, quasi il 7% del totale dei residenti in Lombardia. Nel 2024 22.802 lombardi si sono trasferiti all’estero.

Santo Locatelli e la moglie

A sostenere Santo Locatelli e Livio Mazzoleni c’era Carlo Personeni, presidente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo che, a margine della cerimonia, ha illustrato la storia e le motivazioni che hanno portato i due bergamaschi ad essere premiati.

SANTO LOCATELLI

Originario di Zogno, classe 1928, Santo Locatelli è stato fondatore dell’Ente Bergamaschi nel Mondo, nel cui Consiglio Direttivo ora siede come presidente onorario. Residente a Bergamo, in Borgo Santa Caterina, è sposato con Luciana e ha due figli, Giulio e Alessandra. È stato anche alpino (8° reggimento Brigata JULIA), ora socio della sezione ANA di Bergamo, ovviamente un “vecio”. Ma i suoi 97 anni sono solo sulla carta d’identità, perché ha una lucidità incredibile. Figlio di una famiglia di commercianti, ha frequentato le scuole a Bergamo, prima le commerciali e poi le tecniche per diventare ragioniere. Ogni giorno faceva Zogno-Bergamo in bicicletta perché, per via della guerra, i treni erano rarissimi. Nel 1954 è entrato negli Alpini per la leva di 18 mesi in Friuli, e poi nel 1956 si è laureato in Economia con una tesi sulla politica di Francisco Franco. Fin da ragazzino la sua grande passione è stata quella di viaggiare per l’Europa in autostop. È stato in Svizzera e Francia, dove aveva alcuni parenti, e poi Scozia, Irlanda, Inghilterra. Dopo la laurea, ha iniziato ad insegnare, dapprima all’Istituto Amedeo di Savoia. È stato anche presidente dell’Istituto case popolari per 5 anni e per tre mandati, dal 1960 al 1970, sindaco di Zogno. E proprio ricoprendo questa carica ha preso coscienza della grande quantità di bergamaschi sparsi per il mondo. Così, il 10 luglio 1967, presso la Camera di Commercio di Bergamo, fonda, insieme ad altri soci, l’EBM, risultato di una circolare ministeriale che stimolava le varie Regioni e Provincie coinvolte da una forte emigrazione a promuovere iniziative a vantaggio degli emigranti, attraverso le locali Camere di Commercio. Subito, quella di Bergamo raccolse l’invito e promosse la costituzione dell’EBM, coinvolgendo enti e amministrazioni locali, e deliberando un sostanzioso contributo per l’avviamento delle attività. Primo presidente fu Costantino Simoncini, mentre Locatelli fu nominato Vicepresidente. Più avanti, nel 1990 divenne presidente dell’EBM, carica che ha ricoperto per 25 anni.

Livio Mazzoleni

LIVIO MAZZOLENI

Originario di Villa d’Adda, 34 anni, Livio Mazzoleni si è diplomato al liceo scientifico Mascheroni di Bergamo e laureato poi in ingegneria edile-architettura al Politecnico di Milano (Polo Territoriale di Lecco), con valutazione di 110 e lode. Fra le sue prime esperienze, un anno e mezzo in uno studio di architettura di Sotto il Monte. Poi, ricordando di aver fatto un tirocinio universitario a Londra, nel 2016, alla Georgian Group, un ente di beneficenza (charity) del Regno Unito che tutela l’architettura georgiana (1700 – 1837), nel gennaio 1919 decide di partire e volare Oltremanica, per crescere professionalmente e mettersi alla prova. Qui, conosce l’Ente Bergamaschi nel Mondo, e personalmente il presidente del Circolo di Londra Radames Bonaccorsi Ravelli, che gli trova un alloggio e un lavoro in una caffetteria. Intanto, inizia a fare volontariato alla Georgian Group. A seguire, altre esperienze: in uno studio di design, in un’azienda nord-irlandese di arredamento e nella nota azienda italiana di mobili Lema, che ha uno store a Londra. Alla Georgian Group conosce un manager della National Gallery che lo invita ad inviare il curriculum. Detto, fatto, nel 2020, dopo una lunga selezione e tre colloqui, viene assunto come Building fabric coordinator della National Gallery, coordinando tutti gli interventi di allestimento e costruzione che si fanno al suo interno.

Il grande salto nel luglio 2023, quando Livio Mazzoleni, forte ormai di una grossa esperienza nel settore, viene nominato Project manager della National Gallery di Londra, incarico che ha tuttora. In questi due anni, poi, ha ottenuto due grandi successi.

Nel 2024, infatti, in occasione dell’anniversario dei 200 anni di fondazione della National Gallery, ha coordinato il progetto di restauro della facciata, mediante un delicato e lungo intervento di ripulitura, e con il ripristino della pietra all’originario aspetto del 1830. Visto l’ottimo risultato ottenuto, ha ricevuto apprezzamenti perfino da Re Carlo III, che è molto vicino alla National Gallery, perché patrono e mecenate. Nel 2025, altri riconoscimenti, addirittura con stretta di mano da parte di re Carlo III e la regina Camilla. Infatti, oltre alla facciata, Livio Mazzoleni ha coordinato di lavori di manutenzione delle varie stanze espositive, modificando il percorso di visita, come pure il rifacimento dell’illuminazione, così da rendere il patrimonio museale più fruibile e godibile. E proprio i due regnanti, in visita alla galleria per svelare i loro ritratti ufficiali, si sono intrattenuti con Livio Mazzoleni, complimentandosi per i progetti realizzati per il bicentenario della famosa istituzione culturale.