Sono passato già cinque anni da quando è stato inaugurato il “Giardino dell’emigrante”, nella frazione di Santa Croce di San Pellegrino. Era il 21 agosto, e l’opera è il risultato della tenacia e lungimiranza dell’Associazione Santa Croce, che così ha voluto celebrare gli emigranti che per decenni hanno salutato le loro case per cercare lavoro all’estero. Santa Croce, infatti, è terra di forti emigrazioni.

Chi non ricorda i celebri pittori Santacroce, che emigrarono nel ‘500 in quel di Venezia, dove frequentarono la bottega di Gentile e Giovanni Bellini, e da quella esperienza fondarono poi due floride botteghe, le cui opere sono conservate in chiese e musei di tutto il mondo. O il pittore rinascimentale Gianpaolo Cavagna che ha operato in importanti chiese della Bergamasca. O ancora Aldo Locatelli da Villa, un pittore trasferitosi in Brasile dove ha avuto un importante successo, e che proprio a Santa Croce ha lasciato la sua più interessante, cioè i trenta affreschi all’interno della chiesa parrocchiale della frazione.
Per poi giungere nel secolo scorso, a cavallo tra la Prima e Seconda guerra mondiale, quando tante famiglie di Santa Croce emigrarono oltre i confini nazionali, soprattutto in Francia, andando a lavorare nei boschi come boscaioli o carbonai.

Ecco, proprio per ricordare questa fase della storia della frazione montana di Santa Croce, l’Associazione Santa Croce ha fatto nascere questo piccolo museo a cielo aperto, che è stato ricavato in un’area dell’ex-cimitero (ormai dismesso dal 1972).
A sostenere l’Associazione Santa Croce, che opera in frazione dal 2019, l’Amministrazione Comunale e il GAL (Gruppo di Azione Locale) Valle Brembana, che hanno finanziato il “Giardino dell’Emigrante”.
Da segnalare che dal giugno 2025, il “Giardino dell’Emigrante” parla anche francese. Infatti, grazie alla collaborazione di Camille di Italie par ICI, tutti i testi dei pannelli informativi presenti all’interno del giardino sono stati tradotti in lingua francese. In questo modo, il giardino è accessibile anche ai visitatori francofoni, sempre più numerosi, molti dei quali discendenti dei vecchi emigranti di Santa Croce, che salgono in frazione per scoprire la casa degli antenati.

La versione in francese dei contenuti è disponibile in formato digitale: basta inquadrare con il proprio smartphone il QR code inserito su ciascun pannello per accedere direttamente alla traduzione.
testi Associazione Santa Croce – La Voce delle Valli (Eleonora Busi)
foto Diocesi di Bergamo, Associazione Santa Croce e La Voce delle Valli


