Ci ha lasciato Teresa Baronchelli, la “madre dell’emigrazione” in Germania

L’emigrazione bergamasca in Germania piange una delle sue storiche colonne: si è spenta, lo scorso 7 luglio, a Friburgo, Teresa Baronchelli, originaria di Oltressenda Alta, figura storica e referente insostituibile dell’emigrazione italiana in Germania. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso in tutta la “famiglia” dell’EBM, che in varie occasioni l’ha conosciuto e affiancata nella sua opera sociale e solidale.

Ecco, contributi di alcune testate giornalistiche e associazioni che sottolineano la storia di Teresa Baronchelli

 

 Emigrante, attenta agli ultimi: è morta Teresa Baronchelli

Oltressenda Alta – È stata un punto di riferimento per gli italiani e i bergamaschi che giungevano in Germania in cerca di lavoro, in particolare per le donne sole. È morta martedì a Friburgo Teresa Baronchelli. Era nata nel 1931 a Oltressenda Alta (ai tempi unito a Villa d’Ogna) in una famiglia impegnata nella parrocchia ed era emigrata prima in Svizzera – era il 1956 – e dopo qualche anno in Germania, nel 1974, lavorando in fabbrica. Il suo impegno per gli emigrati, la sua grande capacità di ascolto e sensibilità vengono ricordate dalle tante persone che l’hanno incontrata e conosciuta.

L’Acli di Friburgo che fondò è stata per tanti anni un punto di ascolto e sostegno per i tanti emigrati che dall’Italia arrivavano in Germania. Teresa è stata anche componente del Comites Locale, il Consiglio comunale degli stranieri e per due legislature fu eletta nel Consiglio generale degli Italiani all’esterno (Cgie). Attiva nella promozione dell’integrazione e della partecipazione delle emigrate, in molti la ricordano come la «grande madre dell’emigrazione».

Messaggio di cordoglio anche delle Acli nazionali che sui social hanno espresso vicinanza alle Acli in Germania e ai familiari per la scomparsa di Teresa. «Forza, fede e passione civile. Teresa ha segnato in modo indelebile la storia delle Acli in Germania e l’esperienza dell’associazionismo italiano nel Mondo» è il messaggio condiviso nel giorno della scomparsa, insieme al ricordo di alcune sue parole, «Le donne in emigrazione non sono le più deboli: è la società ad essere debole senza di loro». Teresa Baronchelli era impegnata instancabilmente a favore delle persone più fragili, degli emigrati e degli oppressi. «Dispiace per la dipartita di una emigrante di riferimento della collettività bergamasca in Germania – è il massaggio di cordoglio di Carlo Personeni, presidente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo -, esprimiamo sincere condoglianze ai parenti». Tanti i messaggi di cordoglio anche sui social e i ricordi di «una persona di grande valore» e «con un cuore immenso». I funerali saranno celebrati a Oltressenda Alta al rientro della salma in Italia, la prossima settimana.

Antonella Savoldelli

Da L’Eco di Bergamo del 9 luglio 2026

 

La “grande madre” dell’emigrazione italiana in Germania: Teresa Baronchelli

“Teresa Baronchelli è nata nel 1931 a Villa d’Ogna, in provincia di Bergamo. Ha vissuto in Italia fino al 1956, impegnandosi a fondo in attività parrocchiali e nelle associazioni cattoliche, è emigrata in Svizzera e successivamente, in Germania. Ha lavorato in fabbrica e si è occupata di attività sociali fino al 1973. Si è attivata anche presso altri organismi italiani e tedeschi, a livello sociale ed ecclesiale, coinvolgendo altre nazionalità e gruppi etnici. Nel 1974 ha dato vita a Friburgo, dove vive, a una segreteria delle ACLI (circolo delle ACLI del Baden-Württemberg, ndr). È stata membro del Comites locale e del Consiglio Comunale per gli stranieri ed eletta due volte al Cgie. Ha organizzato per le donne emigrate convegni e seminari. È una personalità, una eccellenza italiana all’estero, definita la “grande madre” dell’emigrazione”.

Ad intervistarla è stata Marcella Continanza che a Francoforte dirige “Clic donne2000”.

  1. Le chiedo di raccontare l’esperienza dell’emigrazione.
  2. Nel ‘68 arrivai in Germania, come inviata della mia stessa ditta svizzera in una filiale vicino a Tubinga. Avrei dovuto rimanere solo pochi mesi, invece le cose andarono diversamente. In Germania cominciai a incontrare la prima emigrazione femminile, molto povera, fatta soprattutto di donne che venivano dal Sud. Erano state reclutate chissà come, al paese. Erano paurose, spaventate di tutto. Però riuscimmo a creare un gruppo di solidarietà e di accoglienza. Di donne migranti ne arrivarono altre, e la solidarietà diventò quasi una necessità di sopravvivenza. Ognuna era presente per l’altra, tutti i giorni e su tutti i fronti. Qui l’emigrazione cominciò al femminile. Poi cominciarono ad arrivare i mariti, a ricomporsi i nuclei familiari. Cominciò per me l’esperienza del sindacato, della commissione interna…
  3. Veniamo al suo lavoro con le donne. Mi parli della cooperativa delle donne disoccupate, che costituì con altri a Friburgo nell’85.
  4. Il progetto era rivolto a donne casalinghe e disoccupate, le quali, proprio a causa della loro situazione familiare, per la presenza di bambini, erano escluse dal mercato del lavoro. Il problema era sempre quello della formazione. Queste donne dovevano imparare il tedesco, dovevano imparare l’importanza della qualificazione professionale. Dovevano imparare a fare la contabilità. E dovevano conciliare tutto questo con la famiglia e la casa, con i bambini. La cosa importante di quella esperienza, però, fu il fatto che le donne italiane iniziarono a rendersi conto che non dovevano solo imparare, ma che potevano anche insegnare. Il gruppo era di nazionalità mista, c’erano dentro donne tedesche molto interessate alla cultura ed alla lingua italiana. In questo le donne italiane si sentivano molto realizzate e cominciarono anche a rivalutare il loro modo di vivere, la loro cultura di origine. Importantissimo fu il fatto che, allora, un gruppo di donne emigrate fu il motore di un progetto che invitava le donne a gestirsi da sole e ad avere tra loro un rapporto interculturale paritario. C’era posto per tutte, non ultime, ragazze con handicap che con noi trovavano la possibilità di lavorare.
  5. Un’altra domanda riguarda il suo lavoro con le donne in emigrazione, che sono la parte più debole di una “società debole”.
  6. La società è debole senza loro. Loro non sono deboli. Sono quelle che hanno fatto e fanno più fatica, quelle che sopportano di più il disagio, quindi le più forti.
  7. Cosa ha avuto più bisogno la donna in emigrazione?
  8. Ha avuto bisogno di ascolto e di aiuto. Poi, il suo potenziale umano è stato tale da cambiarle. Si sono rese conto che la loro debolezza era più presunta che reale ed è emersa la loro concretezza. È cambiato il volto dell’emigrazione. Oggi le donne trovano un lavoro qualificato, punti di riferimento, centri culturali italiani, esprimono iniziative collettive: sono elette nei consigli comunali, si interessano alla politica.
  9. Ma Teresa Baronchelli è ancora lì, nella sede delle ACLI a Friburgo a lavorare perchè i problemi non mancano e l’integrazione è ancora un cammino.
  10. Teresa Baronchelli nel 2014 

    Le ACLI nazionali si uniscono con profondo dolore al cordoglio delle ACLI in Germania per la scomparsa di Teresa Baronchelli. Forza, fede e passione civile. Teresa ha segnato in modo indelebile la storia delle ACLI in Germania e l’esperienza dell’associazionismo italiano nel mondo. Il suo impegno instancabile a favore delle persone più fragili, degli emigrati, degli oppressi e di chi viveva ai margini è stato testimonianza concreta di una spiritualità incarnata nella giustizia, nella solidarietà e nella responsabilità sociale. Amava ricordare che “le donne in emigrazione non sono le più deboli: è la società a essere debole senza di loro”. In queste parole resta racchiusa una parte essenziale della sua visione: la dignità delle donne, la fatica dell’emigrazione, la forza silenziosa di chi costruisce comunità lontano dalla propria terra. Con Teresa scompare una grande protagonista della storia del Movimento, un ponte prezioso tra Italia, Germania e mondo dell’emigrazione, un esempio raro di dedizione, tenacia e amore per le ACLI. Alle sue familiari e ai suoi familiari, alle ACLI in Germania e a tutta la comunità che l’ha conosciuta e amata, giungano le più sincere condoglianze. Cara Teresa, grazie per ciò che sei stata e per ciò che continuerai a rappresentare. Che il Signore ti accolga nella Sua pace.

Settembre 2019

Da Corriere d’Italia – pubblicazione italiana in Germania

 

Addio a Teresa Baronchelli: una vita spesa per gli altri


La comunità italiana all’estero piange la scomparsa di Teresa Baronchelli, figura storica e punto di riferimento insostituibile per l’emigrazione italiana in Germania.

Nata a Oltressenda Alta (BG), Teresa ha guidato per oltre trent’anni l’ufficio delle ACLI di Friburgo in Brisgovia e ricoperto la carica di presidente delle ACLI Germania, spendendosi senza sosta per i diritti dei lavoratori, l’integrazione e il riscatto sociale delle donne. Dalla creazione di progetti innovativi come la Nudelwerkstatt all’impegno ultra-quarantennale per i detenuti nelle carceri, Teresa ha incarnato i valori della solidarietà, del dialogo ecumenico e della giustizia sociale. Lascia un vuoto immenso, ma anche un’eredità straordinaria che continuerà a vivere attraverso le tantissime vite che ha toccato e cambiato.

I funerali si terranno questo venerdì alle ore 15:00 presso la cappella dell’Herz-Jesu-Kloster (Okenstraße 17). Uniamoci in preghiera e nel ricordo di una grande donna.

9 luglio 2026

da Vivace Freiburg – Un ponte fra due culture

(Vivace Freiburg è un’associazione fondata con l’obiettivo di avvicinare la lingua e la cultura italiana a persone di altre culture, con un’attenzione particolare all’arte in tutte le sue forme: letteratura, musica, teatro, ecc… Ma soprattutto, l’associazione vuole essere un luogo di incontro, integrazione e scambio di opinioni a livello nazionale e internazionale, nella convinzione dell’ideale di un processo di apprendimento permanente. Grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è una delle maggiori organizzazioni mondiali per la promozione della cultura e della lingua italiana. Organizza corsi di lingua italiana in numerose scuole pubbliche e statali in tutto il Sud Baden e nella sede di Friburgo. Questa è un luogo multifunzionale nel vero senso della parola. Oltre agli uffici e alle aule, c’è anche Filippa – la biblioteca – e una sala musica, che può essere utilizzata anche come cinema, sala riunioni o studio di registrazione per i nostri video sempre più professionali).

 

È morta Teresa Baronchelli: il cordoglio delle Acli Germania

 FRIBURGO\ aise\ – All’età di 95 anni è morta ieri, 7 luglio, Teresa Baronchelli. Ne danno notizia le Acli Germania.

Nata nel 1931 a Villa d’Ognina, in provincia di Bergamo, Baronchelli ha vissuto in Italia fino al 1956, impegnandosi a fondo in attività parrocchiali e nelle associazioni cattoliche. Quindi emigrò prima in Svizzera e poi in Germania. Ha lavorato in fabbrica e si è occupata di attività sociali fino al 1973. Nel 1974 ha dato vita a Friburgo, dove vive, a una segreteria delle ACLI. È stata membro del Comites locale e del Consiglio Comunale per gli stranieri ed eletta due volte al Cgie.


“Con la sua scomparsa perdiamo una donna che ha segnato in modo indelebile la presenza e l’azione delle ACLI in Germania, diventando una delle figure più significative dell’associazionismo italiano nella storia dell’emigrazione”, scrivono le Acli Germania. “Teresa Baronchelli ha dedicato la sua vita alla promozione della dignità della persona, alla giustizia sociale e alla difesa degli ultimi, con una straordinaria passione civile e una profonda ispirazione cristiana. Il suo impegno instancabile è stato rivolto soprattutto agli afflitti, agli oppressi, a chi si trovava ai margini della società, nella convinzione che nessuno dovesse essere lasciato solo”.
“Amava ricordare che: «Le donne in emigrazione non sono le più deboli. La società è debole senza di loro. Sono quelle che hanno fatto e fanno più fatica, quelle che sopportano di più il disagio e, proprio per questo, sono le più forti». In queste parole – sottolineano le Acli – si riflette tutta la sua attenzione per il ruolo delle donne e per il valore dell’emigrazione come esperienza di sacrificio, dignità e speranza. La sua è stata una voce autorevole e rispettata, ascoltata tanto nella società italiana quanto in quella tedesca, attraverso il suo impegno nelle ACLI, nella KAB, nella Chiesa e nel sindacato. Ha promosso iniziative di formazione e istruzione, svolto un prezioso servizio di assistenza sociale e di patronato, visitato i detenuti nelle carceri, accompagnato le persone più fragili e testimoniato quotidianamente una presenza ecclesiale viva e concreta”.

“Teresa ha rappresentato, per generazioni di aclisti in Germania e nel mondo dell’associazionismo nel contesto migratorio un punto di riferimento umano e morale caratterizzato dai valori della solidarietà, della partecipazione, della pace e della giustizia sociale”, ricordano le Acli Germania prima di esprimere “la loro più sincera gratitudine per aver avuto il privilegio di averla avuta come loro dirigente e presidente, ma specialmente come amica e compagna di cammino e di aver condiviso con lei una parte importante della nostra storia associativa e del nostro impegno al servizio delle persone”.
“Alla sua famiglia e a tutti coloro che le hanno voluto bene giungano il nostro affetto, la nostra vicinanza e la nostra preghiera”, concludono. “Grazie, Teresa. Il tuo esempio continuerà a camminare con noi”. (aise)

 8 luglio 2026

 

Foto 80 jahre Badische Zeitung – Corriere d’Italia – ACLI