“PAPA GIOVANNI È IL SIMBOLO DI TUTTI I BERGAMASCHI NEL MONDO”

La testimonianza

Il viaggio nella Terra Santa della Chiesa è anche un itinerario nella memoria del Pontefice bergamasco

Non solo è un viaggio nella Terra Santa della Chiesa, ma anche un suggestivo itinerario nella memoria di San Giovanni XXIII, l’amatissimo Papa buono bergamasco, che proprio in queste terre visse una parte decisiva del suo ministero come Delegato apostolico.

I sacerdoti bergamaschi in Turchia per il pellegrinaggio con il vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi

L’idea di intrecciare il pellegrinaggio diocesano in Turchia alle sorgenti della fede con i nove anni turchi dell’allora monsignor Angelo Giuseppe Roncalli (1933- 1945) è stata particolarmente apprezzata dai 220 pellegrini bergamaschi. Qui, infatti, ha saputo costruire rapporti, dialogare con mondi diversi e preparare quella visione di Chiesa aperta che avrebbe poi trovato piena espressione nel suo pontificato e nel Concilio Vaticano II.

Durante il pellegrinaggio i fedeli hanno ripercorso i luoghi attraversati dal futuro pontefice: dalla cattedrale dello Spirito Santo di Istanbul alla chiesa di Sant’Antonio di Padova o la chiesa di San Paolo a Konya, per esempio, che raccontano anche la missione diplomatica e pastorale di Angelo Giuseppe Roncalli. “Entrare nelle chiese dove lui ha pregato e operato è stata un’emozione fortissima. Ancora oggi si percepisce la gratitudine delle persone, anche tanti musulmani, parlando di lui, dicono semplicemente “il Papa” e questo è un segno del bene che ha saputo seminare”, riferiscono i pellegrini. Un’esperienza che assume un significato ancora più profondo per chi ha conosciuto in prima persona l’emigrazione.

Ad esempio, don Egidio Todeschini, di Berbenno, coordinatore nazionale delle missioni cattoliche italiane in Svizzera, che da oltre mezzo secolo vive e predica all’estero: “Il nostro Papa Giovanni lo conoscono e apprezzano tutti, ovunque, come uomo di pace, dialogo e relazioni, tanto che da noi a Lucerna gli è stato intitolato il centro della missione cattolica – spiega -. Già in Bulgaria andai sulle tracce della sua esperienza diplomatica in quella terra. Ora in Turchia, in questo intenso e arricchente pellegrinaggio diocesano col Vescovo che è per me l’occasione di stare a contatto con i sacerdoti e pellegrini bergamaschi, sto provando forti emozioni a ripercorrere le decisive tappe di monsignor Roncalli anche qui”.

Sentimenti condivisi anche da Carlo Personeni, presidente del l’Ente Bergamaschi nel Mondo, in pellegrinaggio con la moglie: “Per noi Papa Giovanni è l’emigrante bergamasco più illustre: ha trascorso tanti anni lontano dalla sua terra, tra Bulgaria, Turchia, Grecia e poi Parigi e per questo sentiamo un legame speciale con lui – spiega Personeni, già emigrante in Svizzera -. Era un uomo di grande intelligenza e di straordinaria capacità diplomatica. Questo pellegrinaggio mi sta colpendo tantissimo, la Turchia è una nazione in forte sviluppo, intreccia religioni, culture e storie diverse”.

Lo sguardo dell’Ente resta rivolto anche all’attualità. Dopo le notizie del terremoto in Venezuela Personeni assicura la piena disponibilità dell’associazione. “Se qualcuno conosce bergamaschi che stanno vivendo situazioni di difficoltà ce lo segnali (https://www.bergamaschinelmondo.com): siamo pronti ad attivarci per un sostegno immediato e ad aiutarli con gli strumenti previsti dalla legge regionale del 2024”.

Davide Amato

foto L’Eco di Bergamo

(L’Eco di Bergamo del 29 giugno 2026)