SILVANO RONCELLI, UN BERGAMASCO IN GERMANIA

Da Memmingen, in Baviera meridionale, a Bergamo, in occasione della festa della Madonna Candelora, che si celebra ad Almenno San Salvatore. Così, sfruttando l’occasione, lo scorso 2 febbraio Silvano Roncelli ha incontrato il presidente dell’EBM Carlo Personeni, scambiando alcune opinioni su tematiche ed esperienze correlate all’emigrazione. Ricordi d’infanzia, viaggi di lavoro, trasferimenti all‘estero, la famiglia, amicizie ed emozioni: tanti gli aneddoti, che hanno fatto dell‘incontro un’occasione per leggere e rileggere il fenomeno dell’emigrazione da Bergamo, a significare ancora una volta quanto sono stati, e lo sono ancora, determinanti gli emigranti bergamaschi nello sviluppo socioeconomico dei Paesi all’estero in cui risiedono. Segno del forte spessore dei valori, della qualità umana e dell’intelligenza dei bergamaschi.

Ma chi è Silvano Roncelli?

Sono nato a Bergamo nel 1960. Almenno San Salvatore é stato il mio ultimo luogo di residenza in Italia, che lasciai nel gennaio 1996. Quindi ho da poco festeggiato 30 anni di permanenza in Germania, il paese dove attualmente risiedo. La storia parte da lontano. Dopo aver ottenuto la maturità professionale all’IPIA „Cesare Pesenti, ho iniziato gli studi universitari presso l’Università Statale di Milano senza laurearmi: in quel periodo ho lavorato come operaio presso la ditta Philco Italia SPA (ero uno studente-lavoratore).

Nel 1984 ho svolto il servizio militare presso il 155° gruppo art. pesante campale “Emilia” di Udine e nel 1988, dopo un susseguirsi di periodi di difficoltà produttive alla Philco Italia, decisi di recarmi a Londra per migliorare l’inglese, in vista di migliori prospettive future.

L‘esperienza biennale a Londra, dove ho frequentato una delle migliori scuole di lingua di quella città (il Westminster College) mi ha veramente aperto le porte del mondo del lavoro e rappresenta tuttora uno dei miei periodi più felici. Al mio ritorno in Italia, ho avuto richieste molto interessanti in diverse ditte del settore industriale (traduttore, redattore tecnico, progettista).

Poi, nel 1992, la decisione di imparare il tedesco. Non fu un capriccio, tutt’altro; lo scoprire gli aspetti culturali del paese dove viveva la mia compagna, ora mia moglie, nonché l’interesse per questa lingua, mi spinsero a trasferirmi a Monaco di Baviera. In questa città, nonostante alcune difficoltà iniziali a livello linguistico, ho trovato subito un discreto lavoro, presso la società BASF, in qualità di operatore meccanico. Mi sono successivamente iscritto a dei corsi di lingua tedesca che sono la chiave principale per una rapida integrazione. Dopo 18 mesi trascorsi a Monaco, sono ritornato in Italia, stabilendomi in provincia di Milano (assieme alla mia compagna), dove ho lavorato nel settore tecnico-commerciale. Poi, però, all’inizio del 1996, sono ritornato definitivamente in Germania, nei pressi di Memmingen, in Baviera meridionale, dove mi sono stabilito definitivamente.

I primi anni oltralpe sono stati molto impegnativi, ma ero giovane e l’energia non mi mancava. In questo periodo nasce mio figlio, il nuovo lavoro era interessante, ma impegnativo, perché richiedeva molta competenza tecnica e trasferte all‘estero. Inoltre, in quegli anni (dal 2000 al 2004) ho seguito corsi di studio a distanza di inglese commerciale e un corso di insegnamento didattico per i centri di educazione per adulti (le famose VHS, che sono un’istituzione in Germania) per il quale sono abilitato dal 2004.

L’ultima occupazione mi ha permesso di riprendere contatto con la terra bergamasca: il gruppo SDF di Treviglio, la cui sede di produzione dei modelli Deutz-Fahr si trova a Lauingen, in Baviera. Ho conosciuto il mondo dei trattori e i suoi sviluppi negli ultimi vent’anni. I ruoli svolti erano sempre interessanti e coerenti con le mie scelte professionali, così come dall‘inizio.