70° anniversario della tragedia di Marcinelle (Belgio)
L’Ente Bergamaschi nel Mondo ha partecipato alla cerimonia commemorativa
Un “viaggio della memoria” per l’Ente Bergamaschi nel Mondo, che sabato 8 agosto era presente con una sua delegazione, a Marcinelle, in Belgio, alla cerimonia ufficiale di commemorazione delle vittime della tragedia mineraria dell’8 agosto 1956. Nella miniera di Bois du Cazier, infatti, persero la vita 262 minatori, provenienti da 12 diversi Paesi, di cui 136 italiani, e fra questi un bergamasco, tale Assunto Benzoni, di Endine Gaiano.

“Uno dei più sanguinosi incidenti sul lavoro della storia italiana ed europea – afferma Carlo Personeni, presidente dell’EBM – Una tragedia assurta a simbolo del coraggio e del sacrificio dei nostri concittadini che lottavano – attraverso il duro lavoro – per risollevare se stessi e le loro famiglie dalla distruzione del secondo conflitto mondiale. Nell’immediato dopoguerra, infatti, l’Italia era un paese stremato, con l’economia in ginocchio e la disoccupazione diffusa. La storia di quei minatori è la storia di uomini costretti a lasciare il proprio Paese per cercare un salario e un futuro migliore, anche subendo condizioni disumane. Era la conseguenza dell’accordo italo-belga del 23 giugno 1946, che scambiava “uomini per carbone”: per ogni italiano inviato nelle miniere belghe, infatti, l’Italia avrebbe ricevuto 2,5 tonnellate di carbone”.
Sui muri dei paesi italiani comparvero “manifesti rosa”, che promettevano salari vantaggiosi, alloggi accoglienti, ferie pagate, carbone e una certa ricchezza per le famiglie.

La realtà si rivelò presto ben diversa. I minatori, selezionati alla stazione centrale di Milano e sottoposti a visite mediche sommarie, venivano caricati su treni speciali, quasi “piombati”, che attraversavano la Svizzera senza fermarsi, per evitare fughe, e spediti nelle miniere della Vallonia. All’arrivo non c’erano case, ma baracche di legno, con tetti di lamiera, degradate, umide e malsane, che pochi anni prima avevano ospitato prigionieri di guerra. Si gelava d’inverno e si moriva dal caldo d’estate. I servizi igienici erano all’esterno, in comune, fatiscenti e indecenti. Una tinozza per lavarsi.
Subito al lavoro! Bisognava scendere nelle viscere della terra, giù con gli ascensori, senza grandi istruzioni né addestramento, fino a 1.000 metri e oltre, nelle gallerie, in buchi stretti e umidi, dalla luce fioca, con poca aria, ad alte temperature, oltre i 30 gradi, e poi la polvere.

Durante il turno si mangiava per terra con le mani sporche di carbone e anche per i bisogni corporali si faceva tutto in galleria.
La disgrazia di Marcinelle fu il punto di non ritorno. Cambiò molte cose. Pose fine agli accordi bilaterali tra Italia e Belgio, all’idea che il lavoro potesse essere barattato con carbone. Nacque una nuova attenzione verso i diritti dei lavoratori all’estero. Dal 2001, grazie all’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l’8 agosto ricorre la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. Celebriamo questa giornata, tutti insieme, perché vuole onorare il sacrificio dei tanti lavoratori italiani all’estero che hanno perso la vita proprio lavorando.
“Ricordare Marcinelle significa trasformare il ricordo in responsabilità e rafforzare ogni giorno l’impegno per la dignità e la sicurezza del lavoro – continua Personeni – Per questo, a settant’anni di distanza, il messaggio resta lo stesso: mai più morti sul lavoro. Ogni anno l’EBM rende omaggio alle vittime della tragedia belga.

Ma quest’anno, in occasione del 70° anniversario della tragedia, abbiamo deciso di partecipare l’8 agosto alle celebrazioni commemorative in forma ufficiale con cinque membri del Consiglio Direttivo. In questa occasione, siamo andati a porre una corona floreale alla stele che ricorda le 262 vittime della tragedia di Marcinelle e abbiamo fatto un momento di raccoglimento davanti alla targa commemorativa che l’EBM aveva posizionato il 23 novembre 2018 sul “Mur du souvenir” del sito museale, in onore di Assunto Benzoni (era la 52^ delle tante targhe presenti). E’ prevista l’organizzazione di una visita in Belgio, al Memoriale del Bois du Cazier, luogo emblematico del sacrificio dei lavoratori italiani all’estero, suggellando così un proficuo rapporto di amicizia che lega i circoli di Bruxelles e di La Louviere dell’EBM con l’”Amicale des Mineurs des Charbonnages de Wallonie” (Associazione dei Minatori di carbone della Vallonia), impegnata a mantenere viva la memoria di tanto sacrificio. La trasferta sarà in aereo, da Bergamo a Charleroi, per poi dirigersi con pullman a Le Bois du Cazier, al sacrario e al memoriale, anche in questo caso portando un omaggio floreale alla stele e alla targa commemorativa dell’EBM. Quindi, incontro con l’”Amicale des Mineurs des Charbonnages de Wallonie” e i nostri circoli del Belgio. Successivamente, trasferimento a Bruxelles, per un soggiorno di due giorni. In programma, una visita all’Europarlamento, per incontrare i europarlamentari bergamaschi e la Delegazione di Regione Lombardia; e un breve convegno sulle attuali tematiche dell’emigrazione. Quindi, visita di Bruxelles e, nel tragitto di ritorno verso l’aeroporto, sosta a Waterloo”.

Alla commemorazione, l’EBM era presente con il presidente Carlo Personeni, in vicepresidente Duilio Baggi e i consiglieri Roberto Facchinetti, Lorenzo Pelaratti e Diego Rodeschini. Oltre alla visita alla targa commemorativa che ricorda il sacrificio di Assunto Benzoni, l’EBM ha posto una coroncina floreale alla stele che ricorda le 262 vittime della tragedia di Marcinelle. Presente anche il Circolo di Bruxelles dell’EBM, con Sara Pezzotta e Paolo Ferrucci, che hanno depositato anche loro una corona.
_______________________________________________________
Dalle cronache dell’evento, che ha richiamato un gran numero di persone, toccante è stato il ricordo delle vittime, che hanno ricevuto, una per una, il rintocco della Campana degli Orfani. Tutto molto commovente, con diverse persone che non sono riuscite a trattenere le lacrime. Soprattutto fra i tanti bergamaschi che hanno partecipato all’evento – una folta delegazione guidata dall’europarlamentare di Lara Magoni – quando è stato pronunciato il nome di Assunto Benzoni. Presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa (che ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella), la ministra del Lavoro Marina Calderone e l’assessore regionale Paolo Franco, oltre a consiglieri regionali, sindaci e rappresentanti di Comuni (compreso Cerete), enti e associazioni, come pure membri dell’Associazione Nembresi nel Mondo, di Nembro, con in testa il sindaco Gianfranco Ravasio.

Durante la cerimonia, sono stati veramente gli interventi, successivi alla preghiera e alla riflessione interreligiosa, e tantissimi sono stati gli omaggi floreali che sono stati depositati alla stele che ricorda le vittime della tragedia mineraria.
«Quei nomi tornano a parlarci della nostra storia, del valore e della dignità del lavoro, come anche del dolore di tante famiglie – ha dichiarato Lara Magoni – Per noi bergamaschi la tragedia di Marcinelle ha un significato ancora più profondo ed è una storia che è diventata memoria europea».
Per la cronaca, il giorno prima, venerdì 7 agosto, in un convegno a Charleroi, si era parlato di questi temi e dell’istituzione dell’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro.

Dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni (in videomessaggio), dal presidente del Senato La Russa, dalla ministra del Lavoro Calderone e dagli altri relatori, fra cui il presidente del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) Renato Brunetta, è stato indicato il ruolo determinante del parlamentare bergamasco ed ex-ministro Mirko Tremaglia: fu lui, già 25 anni, ad elevare Marcinelle a luogo del sacrificio del lavoro degli italiani nel mondo. Ha portato la sua testimonianza il nipote, l’onorevole Andrea Tremaglia.
________________________________________________________________________________________________________________


