31^ FESTA DELL’EMIGRANTE, A NEMBRO

NEMBRO – Tornano a casa gli emigranti di Nembro. L’occasione è data non solo dalle ferie estive, ma anche dalla ricorrenza della Madonna dello Zuccarello, in programma l’8 agosto, alla quale sono molto devoti. Un tempo, infatti, non c’era emigrante che lasciasse il paese senza prima salire “al Colle”, per affidarsi alla protezione della Vergine Addolorata. Oggi, le cose sono un po’ cambiate: gli emigranti che ritornano a Nembro durante l’estate sono sempre di meno. Ciò non toglie che la tradizione rimanga ancora viva. E, così, da 31 anni l’associazione Nembresi nel mondo, diretta da Lino Rota e dalla moglie Mariuccia Abondio, in collaborazione con il Comune di Nembro e l’Ufficio Migranti della Diocesi di Bergamo, organizza, la “Festa dell’Emigrante”, che anche quest’anno, è in programma martedì 4 agosto.

Lino Rota

Ma già domenica 2 agosto inizia un programma di eventi a corredo. Infatti, alle 16, per i ragazzi da 6 a 12 anni, è prevista una visita guidata al Museo della Miniera e dell’Emigrazione, in via Lonzo, cui seguirà un laboratorio didattico. Alle 21, poi, un momento di riflessione sul fenomeno migratorio, dal titolo “Cinema in miniera”: per l’occasione, verrà proiettato il film-documentario “Radici in movimento: storie di emigrazione e accoglienza in Valle Imagna”, prodotto dal Centro Studi Valle Imagna, per la regia di Rosa Galantino e Luigi Ceccarelli. Un’opera che propone testimonianze di emigranti di ieri e di oggi e raccoglie storie di abitanti locali e di persone arrivate da altrove.

Lunedì 3 agosto, invece, alle 21, presentazione del podcast “Gli ultimi minatori, 8 agosto Marcinelle”, un audio memoriale dell’emigrazione italiana del secolo scorso, prodotto da Intreccimedia, grazie al contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Migrantes e Museo della Miniera e dell’Emigrazione di Nembro. Scritto e narrato da Paolo Riva e Diego Ravier, con sound design e musiche di Angelo Miotto, il podcast raccoglie le voci di numerosi ex-minatori italiani emigrati in Belgio. Fra questi Lino Rota, 97 anni, di origini valdimagnine ma residente a Nembro, emigrante in Belgio per 51 anni, di cui 25 come minatore, memoria storica della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956, perché uno dei primi soccorritori. Nella miniera “Le Bois du Cazier”, infatti, per un incendio a 1.000 metri di profondità, morirono 262 minatori, di cui 136 italiani, e fra questi Assunto Benzoni di Endine Gaiano (Bergamo).

Ed eccoci a martedì 4 agosto, momento culminante della “Festa dell’Emigrante”: alle 10, la S.Messa, presso il Museo della Miniera; (in caso di maltempo al santuario dello Zuccarello); alle 11, saluto delle autorità presenti e cerimonia di commemorazione delle vittime della tragedia mineraria di Marcinelle, a 70 anni dall’evento: come è tradizione, i morti nella tragedia in Belgio verranno ricordati uno per uno con un rintocco di campana, chiamati per nome; alle 12, inaugurazione delle vetrine espositive di oggetti e materiali di miniera provenienti dal Belgio, presso la Baracca del Minatore, inaugurata lo scorso anno.

Per la cronaca, il Museo della Miniera e del Minatore nasce da un idea di Lino Rota che, nel 1994, inizia a costruire, in località “Prat Berta”, in via Lonzo, davanti a casa sua, sotto lo sperone che sostiene il santuario della Madonna dello Zuccarello, una miniera di carbone in miniatura, fornita di tutti gli strumenti e gli attrezzi necessari per l’escavazione, scovati e trasportati dal Belgio nei suoi annuali viaggi di vacanza e soggiorni fra amici e parenti. Obiettivo: mantenere vivo il ricordo di Marcinelle, facendo prendere coscienza del sacrificio di quegli uomini, morti mentre lavoravano, asfissiati dal “grisou” (il gas che si sprigiona nei giacimenti di carbone) o annegati nelle gallerie a mille metri di profondità, quell’8 agosto del ’56, lo stesso giorno della festa della Madonna dello Zuccarello, tanto cara agli emigranti nembresi. Una riproduzione fedele di una miniera di carbone, tutta “armata” in legno, come si faceva una volta, con grossi pali di sostegno e traversine per “sentire” la roccia (gli scricchiolii del legno erano un segnale di frane e smottamenti). E, poi, binari di ferrovia con carrelli, tramoggia per il carico, e tantissimi attrezzi: perforatrici, frese, picche, martelli, caschi, maschere, esplosivi, lampade a carburo. Inoltre, una raccolta di fotografie, documenti, attestati, preghiere del minatore, “consigli utili” per scendere in miniera, abbigliamento dell’epoca. Ogni anno, qualcosa di nuovo. In miniera si andava anche a Nembro, in Valcossera, per estrarre le pietre coti, utili per affilare la falce. Così, Lino realizza anche una sezione dedicata a questa particolare attività estrattiva, che fino a qualche anno fa aveva interessato tanti paesi della Val Seriana. Una bella realtà espositiva, un museo a cielo aperto, in questo caso una miniera vera e propria, che già il 7 agosto 1999, in occasione della tradizionale “Festa dell’Emigrante” (un momento di incontro per gli, allora, oltre 300 nembresi che vivevano all’estero), era stata chiamata “Museo del Minatore”, e che poi è stata titolata “Museo degli emigranti nembresi”, in onore di tutti i lavoratori nembresi all’estero.

Festa dell’emigrante edizione 2025

In oltre 30 anni di lavoro certosino, la miniera ha aggiunto altre connotazioni: per esempio, davanti alla miniera si legge ora “piazzetta dell’Emigrante”. Insomma, una realtà sempre in progress. Ogni anno è visitata da scolaresche e gruppi organizzati. E, da 31 anni,  nei giorni precedenti alla festa della Madonna dello Zuccarello, l’associazione “Nembresi nel mondo” organizza, in piazzetta, la “Festa dell’Emigrante”, in collaborazione con il Comune di Nembro e l’Ufficio Migranti della Diocesi di Bergamo, alla presenza di autorità, associazioni, emigranti ed ex-emigranti, con il sostegno anche dell’Ente Bergamaschi nel Mondo. Lo scorso anno, sempre in un’ottica di potenziamento del “Museo della miniera” è stata inaugurata la “Baracca del Minatore”, cioè il luogo dove vivevano i minatori italiani quando arrivavano in Belgio per lavorare. E, oggi, nuove vetrine espositive. Sempre qualcosa di più.

Sabato 8 agosto, infine, una delegazione di nembresi si recherà a “Le Bois du Cazier”, a Marcinelle, per la commemorazione ufficiale.