DON PIETRO GUERINI È IL NUOVO DIRETTORE DELL’UFFICIO PER LA PASTORALE DEI MIGRANTI DELLA CURIA DI BERGAMO

Don Pietro Guerini, di anni 57, attualmente parroco di S. Maria degli Angeli e dei Martiri in Roma e Direttore dell’Ufficio Migrantes per la pastorale della mobilità umana della Diocesi di Roma, dal prossimo 1° settembre sarà parroco di S. Alessandro in Colonna e di S. Maria Immacolata delle Grazie in Bergamo, nonché Direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Migranti della Curia di Bergamo. La designazione è avvenuta nei giorni scorsi da parte del vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi.

Neuchatel: primo incontro nel settembre 2012 fra don Pietro Guerini e Valeria Generoso presidente del Circolo dell’EBM di Neuchatel

E’ con grande gioia che l’Ente Bergamaschi nel Mondo, e tutta la sua grande famiglia dei circoli, delle delegazioni e dei corrispondenti sparsi per il mondo, accoglie questa notizia, per lo stretto rapporto di affetto e di amicizia che lo lega con don Pietro Guerini, per il suo passato di prete missionario

Nato nel 1969, a Gazzaniga, in Val Seriana, dove hanno sempre vissuto i suoi genitori. La mamma insegnava alle scuole elementari del paese, mentre il papà, impiegato in banca, è sempre stato molto attivo nell’Azione Cattolica; e in questo contesto si sono conosciuti. In famiglia don Pietro è il primogenito di cinque fratelli: due sorelle e tre fratelli. Ha vissuto sempre a Gazzaniga, tra famiglia, scuola e oratorio, un ambiente che ha plasmato la sua crescita e definito la sua personalità. E’ entrato in Seminario a Bergamo, a 28 anni, mentre già lavorava dopo la laurea al Politecnico di Milano in ingegneria meccanica. In verità, amava anche l’ambito umanistico, ma all’università ho optato per uno studio che potesse garantirgli un futuro sbocco lavorativo. Dopo il primo anno di Seminario, il vescovo Amadei gli ha chiesto di continuare la formazione nel Pontificio Seminario Romano. Così ha fatto. E’ stato ordinato diacono a Roma, e prete a Bergamo, il 29 maggio 2004. Nel 2005, conclusa la formazione all’Università Gregoriana, è rientrato a Bergamo, e il suo primo incarico è stato quello di coadiutore parrocchiale nella parrocchia di Loreto; un’avventura durata sei anni. Poi, è ritornato a Roma, in servizio per un anno nella parrocchia di San Giustino, una realtà seguita da sacerdoti diocesani bergamaschi, come coadiutore parrocchiale.

A San Giustino, ha ricevuto la notizia del suo possibile incarico missionario in Svizzera, nella Missione Cattolica Italiana di Neuchâtel. In verità, da tempo don Pietro voleva vivere un’esperienza missionaria, ma non immaginava in Svizzera, piuttosto in America Latina o in Africa. Ma la Missione di Neuchâtel era rimasta due anni senza un sacerdote, da quando don Stefano Manfredi era rientrato nel 2010. I connazionali lassù erano scontenti e chiedevano da tempo un sacerdote. Sapendo della sua disponibilità, il vescovo di Bergamo lo ha inviato in Svizzera.

Don Pietro Guerini nel 2012

Nel Cantone Neuchatel è giunto nell’ottobre 2012, senza aver frequentato alcun percorso formativo specifico. Da subito ha accolto il mandato pastorale con gioia: voleva soprattutto incontrare la comunità, avvicinare le persone e confrontarsi subito con gli organismi della Missione, che aveva una tradizione molto radicata nella vita sociale della città. Una storia di emigrazione importante, che non poteva trascurare. In verità, i cattolici nel Cantone sono superiori di numero ai protestanti, e ciò grazie alla presenza degli immigrati di ieri e di oggi. Sono stati gli “stranieri” ad alzare la percentuale cattolica. Si ritiene che le persone di origine italiana presenti nel Cantone fossero allora 18.000, sparse tra le Missioni di Neuchâtel, La Chaux-de-Fonds e Le Locle. Duplice il suo incarico: da un lato, dirigere la Missione su un territorio molto ampio; dall’altro cooperare con l’equipe pastorale di Neuchatel (sacerdoti incardinati in Svizzera, suore e laici stipendiati), composta da quattro parrocchie; e all’interno della Comunità di lavoro delle Chiese cristiane nel Canton Neuchâtel (COTEC-NE).

In un’intervista, così diceva: “Non mi sono mai posto un percorso di Missione, ma ho cercato di rianimare la partecipazione alla vita comunitaria e sociale, per rafforzare elementi di identità e appartenenza. Ho portato un po’ di bergamaschità: benedizione delle case, corsi di preparazione al battesimo e al matrimonio, incontri informali fra le famiglie, dialogo con le istituzioni e le associazioni locali, ricerca di luoghi di aggregazione per i giovani (a Neuchatel non ci sono gli oratori). Poi, ho rinnovato il giornale della Missione, “Noi con gli Altri”: non più contenitore di tematiche eterogenee, legato alle esigenze dell’emigrazione di un tempo (lavoro, alloggio, documenti, …), ma strumento per vivere e raccontare la fede: 3.200 copie a cadenza trimestrale. Nella mia attività, poi, mi sono confrontato spesso con don Flavio Gritti, il missionario di La Chaux-de-Fonds, programmando alcune iniziative insieme (la Messa bilingue a La Chaux-de-Fonds viene celebrata tutte le settimane). La mia casa era la Missione: oltre alla chiesetta interna, c’erano alcune sale- incontri, per servizio di patronato sociale, disbrigo di pratiche amministrative anche con le istituzioni italiane, corsi di lingua italiana con la Società Dante Alighieri, laboratorio di maglieria e ricamo (vendita è destinata alla Missione per sostenere le attività pastorali e sociali)”.

Neuchatel: don Pietro Guerini nel 2016

Nel 2016 è diventato Vicario Episcopale del Cantone Neuchatel…

“Certo – continua don Pietro – Da cappellano fra gli emigranti in Svizzera a nuovo vicario episcopale del Cantone Neuchatel, con nomina effettuata da mons. Charles Morerod, vescovo di Losanna-Ginevra-Friburgo. Era la prima volta che questo importante incarico veniva affidato ad un prete straniero e non incardinato nella diocesi svizzera. E da lì un’altra avventura, intensa, gratificante. Devo dire che l’esperienza a Neuchatel è stato un periodo meraviglioso della mia vita; ho costruito relazioni profonde, amicizie vere, cariche di umanità; con tante persone ho percorso un cammino di fede, che difficilmente scorderò”.

Poi, la chiamata da Roma. Nel luglio 2021, dopo nove anni di missione, ha lasciato la Svizzera, per rientrare a Bergamo. Soltanto per due mesi, perchè il 1° settembre 20121 è stato nominato vicedirettore dell’Ufficio per la Pastorale delle migrazioni della Diocesi di Roma e collaboratore della parrocchia di San Giustino in Roma.

Roma, 7 ottobre 2025: arrivo in Santa Marta per il pellegrinaggio giubilare: da sx, Valerio Bettoni, don Pietro Guerini, card. Battista Re, Carlo Personeni

“Sapevo che il mio incarico sarebbe finito dopo 5 anni – sottolinea don Pietro – Avevo due strade davanti, o vicario episcopale territoriale o vicario diocesano, con le tante funzioni specifiche che può avere. Invece, ecco la chiamata da Roma, dal card. Angelo De Donatis, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma; una chiamata inaspettata, certamente più carica di significati, perché l’incarico, oltre che prestigioso, è soprattutto impegnativo: basta dire che avrei dovuto interfacciarmi con una realtà di 300.000 stranieri cattolici, un numero da record. Alcuni esempi: i filippini sono 40.000 e fanno 63 messe domenicali; i brasiliani sono una realtà consolidata, presente a Roma da 30 anni; e lo sviluppo degli indiani cattolici è esponenziale. Insomma, una varietà di comunità cattoliche a Roma che sono da monitorare, incontrare e raccordare. Una realtà in progress, a cui il Papa tiene molto e verso la quale vuol dare un’impronta di prossimità più forte. Inoltre, raccordo con le realtà diocesane, come la Caritas, e con le associazioni e gli enti che fanno ascolto e assistenza, come la Comunità di Sant’Egidio. In pratica, un’amplificazione maggiore dell’Ufficio per la Pastorale delle migrazioni della Diocesi di Roma”.

Nel lungo percorso romano, don Pietro Guerini ha poi cambiato incarico, ed è diventato parroco di S. Maria degli Angeli e dei Martiri in Roma e Direttore dell’Ufficio Migrantes per la pastorale della mobilità umana della Diocesi di Roma.

Roma, 7 ottobre 2025, Cappella del Coro, Messa degli Emigranti

Con questo incarico, lo scorso 7 ottobre 2025, nell’ambito del pellegrinaggio giubilare organizzato dall’EBM a Roma (con Udienza Generale in Piazza San Pietro con papa Leone XIV), ha presieduta, nella Cappella del Coro, la “Messa degli Emigranti”, insieme a S.E. Card. Giovanni Battista Re. E, poi, al termine della Messa, ha coordinato un convegno sulle problematiche dell’emigrazione, soffermandosi soprattutto su temi proprie della terra elvetica, abbracciando e salutando infine alcuni emigranti in pellegrinaggio, perchè suoi ex-parrocchiani.

L’EBM augura a don Pietro Guerini ogni bene per questo nuovo cammino. Che il Signore guidi sempre i suoi passi e illumini il suo operato nella comunità bergamasca.

 

Foto di copertina: BNJ Suisse SA (gruppo editoriale eradiotelevisivo della Svizera Romanda) (2012)

Altre foto: EBM e Conferenza degli Ordinari della Svizzera Romanda COR (2016)